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April 03 Barcellona: diario di viaggio..Ragazzi, che viaggio!! E' stato qualcosa di unico, sin dal primo momento!! Sono questi quelli che preferisco e che vengono meglio: quelli che organizzi all'ultimo momento, o che non organizzi nulla, prendi e parti, ed io ho fatto proprio cosi'!! Se avete letto un paio di interventi precedenti, avevo prenotato il volo cosi', all'improvviso e senza pensarci: sono scazzato, sono stressato, non riesco piu' a ragionare anche perche' mi e' successo un gran casino ultimemente, ho bisogno di cambiare un po' aria, di vedere altra gente o anche di stare un po' da solo, e cosi' ho fatto: 3 click ed ecco il mio posto su un aereo per una qualsiasi destinazione che mi piace e vai, si parte! E mi e' servito, mi sento veramente ritemprato, sto solo rosikando di essere gia' tornato, sono stato troppo poco lo so, ma purtroppo gli impegni piu' di tanto non mi lasciano libero in questo momento..
Cominciamo col viaggio, l'unica nota dolente.. A parte che i taxi a Roma costano veramente cifre improponibili (ed ho pagato 5 euro in piu' del volo, allucinante sul serio, per non parlare della paura di arrivare tardi e perdere l'aereo dato che trovarne uno e' un'altra impresa epica ormai), parliamo della nostra compagnia di bandiera: ragazzi l'Alitalia e' allo sfascio sul serio, non so quanto sia ancora il caso di salire a bordo dei suoi aerei! L'ho fatto solo per continuare ad accumulare miglia (avrei potuto volare con Vueling.com che vi consiglio se andate in Spagna, in pratica e' la Ryanair spagnola, ha aerei A320 nuovissimi ed avrei pure risparmiato qualcosina), ma.. Mammamia che aereo!! Un vecchissimo se non antico MD80 risalente veramente alla prima meta' degli anni 90; dovevate vedere come era ridotto dentro, ma pure fuori bene non stava. Anche le hostess devo dire che sono di una gentilezza e di una professionalita' che fa impallidire.. Ma dove le prendono? Ah si, forse qualche racc.. no, meglio non dirla quella parola li', quello che mi fa ridere e' che loro ci credono, e ci si sentono pure.. La stessa cosa (e lo stesso tipo di aereo) al ritorno, quindi non era solo un caso isolato.. Ok, Barcellona, la mia seconda casa: ragazzi che bella, ogni volta che ci torno c'e' qualcosa di nuovo!! All'aereoporto ho trovato tutti i vecchi amici del mio Erasmus che mi aspettavano (grazie ragazzi, non sapete quanto mi ha fatto piacere vedervi li' dietro i cancelli appena uscito) e siamo andati subito a casa. Questi pochi giorni ho vissuto a Barceloneta, l'unica zona di Barcellona dove tutto e' come deve essere: pochi turisti, sei vicino a tutta la Barcellona che mi interessa, sei sulla spiaggia (che e' piena sempre, tutto l'anno) e per non parlare di tutti quei localini bellissimi che non sono ne' ristoranti veri e propri ne pub, ma forse una via di mezzo, dove ti siedi a "beber o comer", vicino a gente del posto, pescatori, giovani ed anziani e li senti che raccontano le loro storie di mare, o di vita vissuta, o di quallo che capita, e ti fanno sentire subito a tuo agio.. Ma quando arriva la paella, che bello!! Arrivano queste specie di padelloni neri giganti strapieni che riempiono il tavolo di colori, di odori ma soprattutto di sapori e tutti si servono da soli. Quanto mi piace la paella, quella valenciana (un po' meno quella de mariscos) non mangerei altro, per non parlare poi del "vino tinto de verano" (anche se nel tavolo ti portano anche quello blanco), ma che fatica poi alzarsi e trascinarsi via, vero Miguel?? :) E' proprio vero, gli spagnoli "siempre borrachos", sempre con la bottiglia in mano (e forse e' proprio per questo che ci vado tanto d'accordo :) ), mammamia se ci ripenso ancora mi torna il mal di testa della mattina dopo, terribile..
Immaginate la mia giornata tipo: sveglia alle 14, colazione misto pranzo, con qualsiasi cosa che trovavo di commestibile :) (e non vi dico, no, non ve lo dico senno' poi non mi leggete piu'), poi uscivamo ed andavamo un po' in giro, siamo stati per esempio al "Cort Ingles" di Plaza de Catalunia, per poi passare tutto il pomeriggio sulla Ramblas un giorno. Sicuramente dopo 6 mesi di Erasmus la cuidad la conosco fin troppo bene, fino a sentirla quasi come una seconda casa.. Quando ho la fortuna di tornarci tutto mi sento fuorche' un turista, ma nonostante questo anche se raramente ci sono delle occasioni in cui mi prende il "momento del turista": adoro troppo passeggiare a Parco Guell, anche perche adoro Gaudi' per esempio, e questi giorni sono riuscito a rivedere pure a Mont Juik, il barrio Gotico e pure il "Temple Expiatori de la Sagrada Familia" (solo la parte che ha fatto Gaudi' pero').. In tardo pomeriggio, tornando a casa era ovvio il passaggio a Las Ramblas e in tutta la zona del porto, magari un buon caffe' seduti in un tavolino e poi doccia time. La sera era ovvia: la passavamo in uno qualsiasi di tutti quei localini di Barceloneta, sotto casa, fra paella e vino, per poi concludere la nottata o a ballare da qualche parte nella zona del porto nuovo, oltre la Ramblas, che e' strapieno di localini e piccole disco molto ma molto carine, oppure in spiaggia per una cosa piu' tranquilla fra di noi..
Che altro dire? A parte che vado a dormire per cercare di recuperare, sono stanchissimo, mi conoscete: adoro viaggiare ed adoro la Spagna. Ogni volta che posso faccio prima a farlo che a pensarlo: 2 click e gia' sono in volo.. Pasqua e' vicina, poi c'e' il 25 aprile e subito dopo il 1 maggio, ed in questo momento a Valencia ci sono le regate di coppa America.. Sapete fare 1+1?? :) Chi viene??
March 02 Jet Lag La cosa che odio di piu' quando viaggio (a parte quando ti smarriscono una valigia o quando non ti fanno partire per overbooking o scioperi improvvisi, mi e' successo pure questo) e' il cosi' detto "Jet Lag", o "mal di fuso": per farla breve non riesco a dormireeee :) Il mio orologio biologico e' rimasto all'ora di New York. Ogni volta che viaggio, spostandomi verso occidente tutto questo non mi succede (giustamente il problema e' opposto: spostando indietro le lancette in effetti si va a dormire ore dopo rispetto a quando si e' abituati, e per me, fare tardi una sera non e' certo un problema :) ), ma quando torno, o quando mi sposto verso oriente.. mammamia!
Leggo in giro su internet le cose piu' improbabili e piu' allucinanti per superare questo "stato di malessere" (cosi' viene descritto, mah!): dalla ricetta della nonna, con decotti, tisane e chissa' cosa, dalla ginnastica da fare mentre si e' a bordo (ma ve le vedete 250 persone in un aereo stese a terra che fanno le flessioni, o peggio, che fanno aerobica?? Un aereo palestra, pero', potrebbe essere un'idea per far passare il volo piu' velocemente :) ), passando per le cose piu' strane (aromaterapia per esempio) fino ad arrivare al peggio del peggio: l'assunzione di medicinali. In particolar modo viene suggerita la melatonina, che e' un ormone prodotto dall'organismo stesso durante la notte: con il sopraggiungere del buio l'epifisi (o ghiandola pineale) secerne questo ormone che raggiunge la sua concentrazione massima nel sangue fra le 2 e le 4 del mattino per poi ridursi con le prime luci del mattino. Nonostante in letteratura medica si ritenga che la sua assunzione come supplemento alimentare possa offrire un valido aiuto per la resincronizzazione dell'orologio biologico mi trovate fortemente contro.
Ma non e' tutto: vengono descritti anche quelli che posso no essere i sintomi piu' comuni, che vanno dalla mancanza di sonno (ce l'ho!), disturbi intestinali (manca!), fino alla mancanza di appetito (seeee da quando sono tornato non ho fatto che mangiare).. "Il tutto scatenato dalla desincronizzazione dei ritmi circadiani legati al sonno ed alla veglia" bla bla bla bla.. Ma cosa dicono? Di cosa parlano? E soprattutto, DI CHI parlano?? Non di me..
Io mi conosco!! Niente di tutto questo almeno nel mio caso.. Penso che la realta' sia diversa: non e' un problema di fuso che mi tiene sveglio, che mi porta a questo stato di "malessere generale".. Che sia qualche virus che mi sono preso dentro l'aereo?? Nooooo (Non avete la minima idea di quanto ci si possa ammalare in volo se non vengono cambiati spessissimo i filtri dell'aria condizionata).. Il mio vero problema e' "la sindrome da rientro": quel senso di tristezza misto a rassegnazione che senti nascere in te quando esci dall'aereoporto e ti scontri con discorsi del tipo "ndo te porto dotto'? No guarda aho e' troppo lontano chiedi ar collega che a me nun me va" (tipica efficenza italiana), eppoi in taxi rivedi la sporcizia in giro, la maleducazione, l'arroganza della gente e rimani imbottigliato in mezzo al traffico.. Gia' in quei momenti ti prende lo sconforto e cominci a chiederti "ma che sono tornato a fare", chiudi gli occhi e ripercorri per un attimo tutte le tappe del viaggio illudendoti per un istante che cerchi di prolungare all'infinito di essere ancora li', che il sogno non sia ancora giunto al suo termine, che l'incantesimo non si sia ancora spezzato e che lo scontro con l'amara realta' sia ancora lontano, lontanissimo ma che poi tocca il culmine quando a casa accendi il computer e leggi "La Repubblica", le notizie in alto.. Ma nello stesso tempo sei felice, perche' sai che a breve rivedrai tutti i tuoi amici e tutte le persone che per te contano veramente dalle quali sei stato lontano, anche se per pochi giorni, e l'amarezza si trasforma in gioia..
Ogni volta giunti a questo punto mi rendo conto di quanto sia difficile, ma contemporaneamente bello ed intenso il rientro. Un viaggio per me e' come un sogno stupendo, una magia, ma il rientro e' come la peggiore delle sveglie, il peggiore degli incubi per i sognatori idealisti come me.. Nello stesso tempo pero' e' un momento stupendo che mi appaga totalmente perche' mi fa capire quanto siano importanti le persone e gli amici che mi vogliono bene..
L'unico modo per.. "guarire" da questa mia "amarezza smielata" e' fare un altro viaggio :) Quando si riparte ragazzi?? Pasqua e' vicina!!
February 28 New York: gia’ mi manchi..Rieccomi a voi, dopo questi giorni di assenza, vi sono mancato?? Dite la verita’ :) Per premio pubblichero’ il “travel diary” tutto insieme, quando all’inizio pensavo di dividerlo in piu’ parti.. Siete pronti? In questo momento sono in volo, siamo appena decollati e sto usando il portatile di Massimo, un bel MacBook nero, nuovo nuovo comprato proprio ieri all’Apple Store di Soho; piu’ lo uso, piu’ mi sto convincendo a fare lo switch pure io, aspettiamo “il nuovo micio” e vediamo, ma di questo scrivero’ piu’ avanti.. Mancano poco meno di 8 ore per l’arrivo, previsto per oggi, domani, bo, non ci capisco piu’ nulla, so solo che atterreremo a Roma alle 11.20 ora italiana e che siamo partiti alle 21.00 dal JFK Airport (volo 8151). Il Boeing 767 e’ quasi vuoto e a breve serviranno la cena, i pasti all’andata erano buonissimi, abbondanti e freschissimi.. I posti qui in business class sono belli larghi e comodi, e c’e’ lo spazio apposito per i notebook. Ne approfitto per scrivere qualcosa adesso, prima di lanciarci nell’open bar (quando cioe’ non saro’ piu’ in grado di farlo :) ).
Allora eccoci, siamo a sabato mattina.. L’ispirazione arriva, ok, cominciamo: Questo e’ il mio diario di viaggio. La sera precedente la partenza, nonostante sia stata una sera bellissima (e chi era con me lo sa), come tutte le volte e’ nata in me quella che io chiamo “la malinconia previaggio”: non so spiegare esattamente cosa sia, e’ una sensazione di malessere che nasce in me ogni volta che sono in partenza (che sia l’andata o il ritorno), e’ un qualcosa che mi invita a riflettere e mi porta a credere che sto per lasciare qualcosa, e che quando tornero’ trovero’ tutto cambiato, tutto diverso e che nulla sara’ uguale a prima.. Nonostante l’eccitazione e la voglia di partire (ed io VIVO per viaggiare), con tutto che sono riuscito a tornare a casa alle 4 dopo un paio di drink belli carichi al Bali con la valigia ancora da fare :) quell’idea e’ li’, e mi tiene compagnia tutta la notte, impedendomi di dormire.. Poco male, non ce l’avrei fatta comunque, non ne avrei avuto il tempo.. Il viaggio e’ stato perfetto, a parte gli 80 euro lasciati al taxi (queste sono le tariffe di Roma, grazie Bersani che li hai liberalizzati pensando a noi). Anche il volo e’ stato tranquillo alla fine, nonostante qualche scossone iniziale subito al decollo: partenza ed arrivo in perfetto orario, 2 ottimi pasti, film in italiano, videogiochi ed open bar (del quale non ho usufruito, almeno all’andata). Personalmente non mi sono piaciute le nuove formalita’ doganali statunitensi: come scesi al terminal 1 del JFK Airport infatti ci hanno preso le impronte digitali e scattato una foto.. Poco male in confronto a quello che hanno fatto ad un gruppo di passeggeri orientali.. Usciamo dall’aereoporto ed una limousine ci attende: da paura, Andrea (e la Delta Airlines) ha fatto le cose in grande!! Andiamo diretti al Jolly Hotel Madison Towers, sulla 38esima: deluxe room con “dolce far niente package”: un pacchetto che oltre ad una stanza MOOOOOLTO piu’ grande e piu’ bella (e non avete idea del bagno) comprende una prima colazione FARAONICA, che ci permetteva quasi di saltare il pranzo, e tanti, ma proprio tanti cioccolatini nascosti da tutte le parti, anche nel cuscino, che se non te ne accorgi la mattina dopo ti risvegli con il viso completamente ricoperto di cioccolato e nocciole (ho provato personalmente l’esperienza). Niente male insomma.. Doccia al volo e siamo giu’ a Park Ave, la frenetica vita newyorkese ci avvolge in un attimo. Finalmente mi dico! Sono le 5 del pomeriggio, in Italy sono le 11 di sera, ma per ora il fuso non si fa sentire. Fa freddo, ma il tempo non e’ brutto, anzi, devo dire che siamo stati fortunati per tutti i giorni che siamo rimasti. Il bello di New York è che potresti startene tranquillamente fermo in un angolo a guardare, e gia' questo e' uno spettacolo notevole. Gente di ogni colore e razza cammina velocemente, convive pacificamente, con l’immancabile beverone in mano, un fiume di persone, ovunque tu vada. Le strade sono gremite di yellow cabs che sono veramente tantissimi. E poi i camion rossi dei Vigili del Fuoco, e quante limousine!! Percorriamo la 34esima strada in direzione Empire State Building. Guardiamo alcuni negozi (che in zona abbondano) ed arriviamo all’Empire: e’ l’orario giusto per salire all’Osservatorio dove godere di un panorama mozzafiato specialmente ora quando si cominciano ad accendere le luci e tutta Manhattan si illumina.
Scendiamo ed e’ ora di cena: tocca a me! Non sono nuovo di NY, conosco diversi posticini e localetti molto carini e decido di offrire una cena, visto che la fame comincia ad essere tanta grazie anche al fuso. Pochi dollari di Taxi (altro che le RAPINE dei taxi di Roma) e siamo sulla 58esima, al “Paper Moon”, un ristorantino italiano niente male dove finalmente facciamo il primo brindisi ufficiale della nostra “rimpatriata” (e gia’, 3 vecchi compagni di liceo che si rivedono a NY dopo anni che si erano persi di vista non succede tutti i giorni). La prima sera siamo riusciti a fare le 2, le 8 in Italia, niente male, considerando anche quanto ho fatto la notte prima a Roma e il volo, difatti sono crollato sul letto non appena messo piede dentro la suite, neanche la forza di spogliarmi e lavarmi i denti (e di controllare quanti cioccolatini ci fossero sotto al cuscino, l’ho scoperto quando ormai era troppo tardi).. La mattina dopo ci riusciamo a svegliare non so come alle 9. Scendiamo nel salone e.. meraviglia! Non avete idea di quello che era lo “scrumptious buffet breakfast” riservato a noi, e siccome era un delitto lasciare tutte quelle cose buone, come si dice a Roma “ci siamo sfonnati”, si, ma che fatica poi camminare, anche perche’ questa mattina abbiamo deciso di far contento Massimo che aveva proposto di fare i classici turisti italiani con macchinette fotografiche, nike e zainetti invicta: per lui e’ la prima volta a NY. Ok si puo’ fare e per sentirci veramente turisti al 100% decidiamo di prendere la metro. Acquistiamo la “One day unlimited ride metrocard”, costo 7 dollari e permette l’accesso illimitato alla metropolitana per l’intera giornata. Direzione: sud. Scendiamo alla fermata Broadway Nassau-Fulton Street (Linea Blu – Metro A o C) e proseguiamo con la linea verde. Siamo sul Brooklyn Bridge, il ponte piu’ famoso di NY. L’East River, affluente dello Hudson River, separa Manhattan da Brooklyn, ed appunto alla nostra sinistra il Manhattan Bridge. Percorriamo il ponte sino a Brooklyn, ci voltiamo ed ecco di fronte a noi lo skyline più famoso del mondo: Manhattan! Pian piano torniamo verso la citta' con destinazione Ground Zero. Ammiriamo il Municipal Building, la County Courthouse e il Woolworth Building. Ci fermiamo nella piccola chiesa di St. Paul, proprio a ridosso della zona dove sorgevano le torri gemelle. La chiesa, molto bella e suggestiva, unica struttura coloniale rimasta in zona, circondata da un piccolo parco, subito dopo il crollo delle torri e’ diventata un rifugio per i fortunati che sono scampati al disastro nonche’ un punto di appoggio per i soccorritori. All’interno tutto ricorda quel tragico 11 settembre. Magliette, cappellini, striscioni, memoriali, foto di persone scomparse, frasi in ricordo dei propri cari, candele sempre accese, un luogo di culto ora meta di pellegrinaggi quotidiani, per chi non puo’ e non vuole dimenticare. Su ogni panca sono appoggiate tante bibbie. Un velo di tristezza ci assale. Abbiamo visto persone piangere, in religioso silenzio, di fronte ad una foto..
Riprendiamo la metropolitana ,destinazione South Ferry. Ci imbarchiamo sullo Staten Island Ferry, il traghetto gratuito che collega Lower Manhattan a Staten Island, usato particolarmente dai pendolari che ogni giorno lavorano a Manhattan. Il traghetto all’andata passa proprio di fronte alla Statua della Liberta’ e ad Ellis Island, Qui venivano tenuti in quarantena, letteralmente ammassati, dalla seconda meta' dell'Ottocento agli anni Trenta tutti gli immigrati che arrivavano dai paesi di tutto il mondo a New York via mare: esistono ancora oggi alcune parti delle camerate in cui dormivano con brande sovrapposte che mi ricordano molro de "camerate" dei lager di funesta memoria. Avevo gia' visitato in un viaggio precedente questo "Museo dell'immigrazione", ricchissimo di materiale fotografico e di reperti delle povere cose che gli emigrati portavano con se'. Le foto esposte alle pareti sono moltissime: negli occhi di quelle persone si puo' ancora oggi leggere disperazione e speranza. Da South Ferry-Whitehall St. saliamo sulla metro gialla e scendiamo a Canal St. Arriviamo all’ora di pranzo ma nessuno ha fame, siamo ancora sotto l’effetto dello “scrumptious buffet breakfast”. Appena risaliti in superficie ci guardiamo intorno: Chinatown. Descrivere Chinatown in 2 parole e’ impossibile, sappiate che e’ un posto unico al mondo fondato nel 1870 da immigrati cinesi che offre un’esperienza storica e culturale unica. E’ un grande insieme di vie gremite di negozi, di ristoranti, di bancarelle e di pescherie, ma anche di draghi seguiti da tamburi che percorrono le sue strade.. L'impresisone generale e' quella di un quartiere disordinato, chiuso, ma vivace: vivono qui circa centomila cinesi, e hanno conservato le loro abitudini e la loro cultura. Il numero dei negozi e' sterminato, ed accanto ad un venditore di abbigliamento a buon mercato c'e' un supermercato di gioielli (domina la giada) e subito dopo una percheria con grandi ceste di aragoste e granchi vivi, vivissimi. Poi un sarto che espone preziose vesti cinesi, coloratissime, seguito da un altro negozio che espone centinaia di falsi Rolex. A seguire un ristorante che ha in bella mostra anatre "laccate", una enorme esposizione di frutta e verdura e un altro ristorante che tiene in vetrina acquari con aragoste vive e altri crostacei. Il tutto in una varieta' di colori sgargianti e di scritte inimmaginabile: una sinfonia di colori ed odori che si inseguono e paiono non avere mai fine. Oltre ai negozi vi sono fabbriche e fabbrichette di tessuti e di abbigliamento, nelle quali pare si lavori settanta ore la settimana, naturalmente malpagati quando si e' pagati. Quello che mi rimane ogni volta che passo da queste parti sono quei polli rosso fuoco esposti nelle vetrine dei ristoranti (che mi fanno veramente impressione, in senso negativo) e le scalette antiincendio..
Camminando verso il tribunale arriviamo a Columbus Park. Erano le 16 piu’ o meno e notiamo diversi cinesi che fanno la loro ginnastica tradizionale. Anche la musica era quella loro e sarebbe stato bello rimanere a guardarli, ma decidiamo di proseguire. Da li’ arrivare a Little Italy e’ un attimo, ma che delusione: ormai i cinesi la hanno assorbita quasi del tutto (e tutto questo mi ricorda quanto stia accadendo alla stazione Termini, anche se Chinatown e’ bellissima, il quartiere Esquilino di Roma, beh, lasciamo perdere).. Camminando per Mulberry Street e’ un susseguirsi continuo di ristoranti e pizzerie, e finalmente giungiamo alla nostra meta: il Caffe’ Ferrara (mia tappa fissa ogni volta che passo per Little Italy): nonostante il fatto che io non vada cosi’ matto per i dolci i suoi cannoli sono veramente strepitosi, eppoi, finalmente, un VERO caffe’ italiano. Si sono fatte le 18, torniamo in Hotel e dopo una bella doccia ed esserci cambiati rieccoci li’, pronti per una bella e lunga nottata. Questa sera si va a Times Square, fra Broadway e la Seventh Ave, che di notte e’ la fine del mondo: luci, neon, insegne, suoni e pare che tutta NY di notte si raduni qui. Dopo una buonissima cena in un ristorante di cui ora non ricordo il nome in zona (bravo Andrea, anche tu sei di casa a NY) e due passi per smaltire l’ottimo pasto fra il Rockfeller Center e Broadway riusciamo a fare di nuovo le 3 girando tutti quei locali e localini bellissimi che riempiono questa zona.
Oggi e’ lunedi’. Andrea va prestissimo negli uffici della Delta dove lavora portandosi il suo “borsone da lavoro” come lo chiamiamo noi per “percularlo”e ci svegliamo 2 ore dopo solo io e Massimo, facendo appena in tempo per lo “scrumptious buffet breakfast” che pero’ questa mattina ci nausea anche grazie a quello che abbiamo bevuto ieri notte in quei locali tanto carini di Times Square. Questa mattina andiamo a Central Park. Al suo interno ci sono uno zoo, un castello, un laghetto, una pista di pattinaggio su ghiaccio, una rimessa in cui si possono noleggiare barche, uno stupendo giardino d'inverno e tanti sentieri per passeggiare, fare footing, correre in bicicletta o andare a cavallo, inzomma, tutto quello che basta per trascorrere un'intera mattinata. Magari mi fossi portato i miei roller blade penso: il vero paradiso qui se sai andarci.. Il non aver fatto colazione ci comincia a pesare, e per l’ora di pranzo la fame si comincia a far sentire. Pur avendo giurato di non farlo mai, mi lascio convincere da Massimo che voleva togliersi la soddisfazione di mangiare in un Mc Donald newyorkese (e non avete idea di quanti ce ne possano essere qui), beh, e’ esattamente come vengono dipinti in quel film (Super Size Me, che vi consiglio ASSOLUTAMENTE di vedere): i menu’ sono veramente ENORMI, la cocacola piu’ grande da noi corrisponde alla piu’ piccola qui, ed anche il Big Mac e’ il doppio e oltre.. Peccato per il sapore che e’ diverso (e piu’ cattivo), poco dopo infatti sopraggiunge un fastidiso Mc mal di pancia, che dura poco anche grazie ad un poderoso Mc Rutto!! E mi ha stupito il fatto che nessuno si sia voltato, come se tutti fossero abituati alla digestione altrui :) L’America e’ il paese degli obesi, e’ vero e si vede! Mi fa impressione pensare a gente che mangia tutti i giorni per 3 volte al giorno schifezze simili, e mi fa molto riflettere il non aver mai, dico mai visto un obeso anziano.. Per un attimo penso a come sarebbe se mi trasferissi per terminare i miei studi da cardiologo qui.. Troppo lavoro mi rispondo con un cinismo che mi spaventa perche’ non fa parte di me.. Il nostro giro continua, con un Yellow Cab siamo diretti all’ Intrepid Sea Museum: una portaerei della seconda guerra mondiale usata anche nella guerra del Vietnam attraccata al Pier 86 sulla quale stazionano vari caccia militari, un sottomarino ed un Concorde (ve lo giuro) sul quale sono salito per la prima volta (e mi pento di non aver mai preso quando ancora era in servizio). All’interno della nave c’e’ un percorso da seguire e si vede tutto: dal ponte di comando alle varie cabine e non per ultima la sala macchine. Il tutto corredato da registrazioni ufficiali che ricostruiscono l’atmosfera che si viveva a bordo da parte di tutti quei ragazzi che sono stati per mesi in mare lontani dalle loro famiglie..
E finalmente e’ arrivato il momento: shopping!! Dopo un giro fra negozi e centri commerciali in zona facciamo subito un salto da Bvlgari sulla 57esima (no, non per comprare qualcosa, magari :) ) dove saluto due vecchi amici che si sono trasferiti che ci offrono un aperitivo nel bar interno del negozio (e non avete idea di che bar e di che negozio) e subito dopo Apple Store di Soho.. Che bello, ci sarei rimasto un giorno intero, e ci siamo andati abbastanza vicini: quel matto di Massimo si e’ comprato un MacBook!! Non ci posso credere!! Scompare per un attimo dalla mia vista, poi lo vedo uscire dall’altra stanza con un sorriso alla Durban’s mostrarmi la scatola e tutti gli accessori.. Un pazzo!! Ma lo invidio!! Il mio spirito di emulazione e la mia voglia di tecnologia innata spingono pure a me all’acquisto, sono veramente tentato per un Mini ma poi ricordo il consiglio di un amico di blog (grazie MAX) di aspettare il nuovo OSX in uscita in tarda primavera e mi butto su un iPod Nano nero da 8giga.. Torniamo in Hotel e troviamo Andrea che ci ha fatto una sorpresa, ci racconta finalmente il motivo del viaggio, dicendo che prima non voleva parlarne per scaramanzia e ci dice non solo di essere stato promosso, ma che si sarebbe trasferito a NY entro due mesi, per lavorare sempre in Delta Airlines (quando da noi l’Alitalia sta come sta).. Wow !! Complimenti!! Manco solo io ripenso, e rivaluto per un attimo sognante l’idea di terminare gli studi negli Stati Uniti, magari ad Houston (la “capitale” della cardiologia), vista anche la situazione attuale di raccomandazioni (per non dire peggio) nelle universita’ italiane (e non voglio dire nulla per non dovermene poi pentire e compromettermi, anche a questo siamo arrivati). Questa sera cena nel piu’ bel ristorante di NY, e’ il minimo, e non sapete che serata!! Purtroppo gia’ l’ultima, perche’ domani sera si ritorna.. Vi dico solo cmq che ormai Broadway e’ casa mia :)
Martedi’ ci svegliamo, dentro di me di nuovo quella specie di malinconia che mi fa pensare di lasciare e di perdere qualcosa, la stessa avuta prima della partenza e che sperimento tutte le volte.. Liberiamo la stanza entro le 10 e lasciamo i bagagli in Hotel (ormai quasi tutti qui offrono questo servizio, da noi e’ pura fantascienza a livello di Star Trek). E’ l’ultimo giorno e decidiamo di godercelo fino in fondo, ma purtroppo passa in fretta, troppo in fretta e dopo una mattinata di shopping a Middletown ed un pomeriggio a Times Square e dintorni ci avviamo velocemente all’aereoporto con il solito yellow cab (a proposito, qui si da la mancia anche a loro, provate a non farlo e vedrete :) ), dopo esser ripassati in Hotel a prendere i bagagli (che all’inizio erano vuoti ed ora sono strapieni e strapesanti, per fortuna niente storie al check-in) ed eccoci qui, l’imbarco e’ stato velocissimo senza tutte quelle procedure assurde (ed inutili) post 9-11, quasi come se avessero fretta di mandarci via.. Ora sono le 2 di notte (le 8 in Italia), siamo a meta’ volo e gia’ non so piu’ cosa fare.. C’e’ l’open bar, lo so, gli altri gia’ ne hanno approfittato (e non avete idea del rumore che stanno facendo, l’hostess gia’ e’ venuta due volte perche’ c’e’ gente che ha protestato, dobbiamo sempre farci riconoscere), ma non ne ho voglia, sto gia’ pensando di organizzare il prossimo viaggio, sempre a NY, per poter fare tutte quelle cose che in soli 4 gg sono impossibili.. Chi viene?? February 22 Che bella sorpresa la vita.. New York!!
Che bella sorpresa la vita dice una canzone di Vasco.. E si, a volte e' proprio una sorpresa, specie quando ti chiama un amico che non senti piu' da tempo, e in un periodo moscio come questo, appena passati gli esami, ti da quella scossa proponendoti di accompagnarlo per 4 giorni a New York, tutto spesato, a parte il volo, se pure bello scontato dato che lui lavora in Delta AirLines.. Che bello! Una rapida occhiata agli impegni: universita? Sessione di esami appena passata; cena con amici sabato sera con seguente Risiko tutta la notte a casa di uno di loro? Rimandata (e questo mi ha pesato); nuoto? Chi se ne frega, non sono quei 4-5 giorni che perdo che mi cambiano la vita.. Ok, si puo' fare!! Anche se, 4 giorni sono veramente pochini, e questo e' l'unico dubbio, fosse per me ci rimarrei mesi interi a New York.. Volendo potrei rimanere qualche gg in piu' da solo, ma non sarebbe carino.. Ma comunque e' deciso, SI FA!! Non mi tiro mai indietro ad una cosa del genere, ad un bel viaggio improvvisato, un vero invito a nozze per me che adoro viaggiare!!
Giro di telefonate, organizzazioni varie.. eeeeee OK TUTTO FATTO!! Cosi' mi piace, e cosi' sono io! Adoro viaggiare, non farei altro tutta la vita!! Sono quelle esperienze bellissime che ti rimangono.. E le cose organizzate in questo modo, le sorprese sono sempre le piu' belle: un vecchio compagno del liceo che ti richiama dopo 2 anni che ti propone una rimpatriata dall'altra parte del mondo!! Ma ci pensate??
Partenza sabato 24 febbraio ore 10.15 da Roma Fiumicino, arrivo a New York JFKennedy ore 14.00 volo Delta AirLines DL0149, il tutto in Business Class (beh, alla fine sono 9 ore e 45 minuti di volo, il minimo e' stare comodi, per quanto posso cerco sempre di volare in business).. E poi 4 giorni al Jolly Hotel Madison Towers sull a38esima verso Park Ave (bello in centro in piena Manhattan) con "Il dolce far niente Package" (qualcuno conosce?).. Mica male!! Venite a trovarmi se siete in zona..
Ora, parliamo della mia ACQUISITA paura di volare (grazie ad un volo disgraziato Iberia da Madrid a Roma di qualche anno fa, prima volavo come la gente prende l'autobus).. Sara' un problema, lo so!! Ma so gia' come superarlo: dovete sapere che volando in Business in genere si ha diritto all'open bar.. Povero fegato mio, non lo invidio, gia' so come andra' a finire :) Specialmente perche' il decollo e' alle 10 del mattino!! In effetti avrei preferito un bel volo notturno, ma verso gli Stati Uniti sono abbastanza rari, per il ritorno verso l'Europa invece e' l'opposto.. Ad ogni modo, visto che conosco le mie paure irrazionali, anche se sono assolutamente contrario comprero' una scatola di Lexotan 1.5: sicuramente le Benzodiazepine sono la terapia migliore per gli stati di ansia e di tensione che sopraggiungono ogni qualvolta che metto piede dentro un aereo (ma vorrei vedere voi dopo quel volo in cui tutti urlavano e le valige ti volavano addosso, meglio non pensarci).. Questo pero' voglio dirlo e sottolinearlo a chi mi legge, leggete bene ad alta voce: ragazzi OCCHIO!! Le Benzodiazepine creano DIPENDENZA. Una volta va bene, ma due sono gia' troppe! Io se la prendero', se sara' il caso, la prendo SOLO ed esclusivamente in questa occasione!! Oltre al fatto che unite all'alcool aumentano l'effetto sedativo: niente macchina ok?? Ve lo dice uno studente di medicina..
Quando torno vi prometto un bel diario di viaggio..
February 19 Ponte Milvio
Quanti ricordi ragazzi, quanti ricordi che ho di questo posto magico.. Quante esperienze vissute, quante serate passate, ma anche quanti rimorsi.. Io sono cresciuto li', fra i suoi pubbetti niente male, che nel giro di pochi anni si sono moltiplicati, per non parlare del "cocomeraro", punto fisso di qualsiasi serata estiva.. Ma il vero CULTO e' il Chioschetto, frequentato sia da giovanissimi ma anche da trentenni. Si dice che sia il punto di ritrovo di Roma Nord, della "Roma bene" o dei "pariolini", data anche la vicinanza del quartiere, ed in effetti e' cosi', ma solo in parte: al Chioschetto di Ponte Milvio infatti ci vanno anche molti ragazzi che lavorano in zona, mentre i giovanissimi, loro si, sono piu' tipicamente "pariolini". Andandoci la prima volta quello che si nota di piu' e' una sorta di divisione territoriale, ma rimanendo tutta la sera ogni volta mi continua a stupire il cambiare delle "fasce di utenza".. Le cose grossomodo funzionano cosi': i giovanissimi arrivano dalle 19, generalmente sul ponte, anche perche' non tutti possono permettersi di sedere ai tavolini del chioschetto ed ordinare a ripetizione; cosa che invece riesce bene ai "fratelli maggiori", che arrivano poco piu' tardi. Manca poco all'ora di cena, e' l'ora dell'aperitivo e si vede.. Il tutto si protrae fino a tarda notte, grazie anche ai "pubbetti niente male" a cui ho accennato poco fa (e che purtroppo ultimentente cominciano ad essere un po' troppi).. Un po' tutti qua vestono come i ragazzi e le ragazze che si vedono sulle riviste di moda: anche il classico jeans e canotta viene infatti corredato da accessori all'ultimo grido e occhiali Ray Ban. Niente tasche vuote insomma: a riempire quelle dei piu' giovani ci pensano mamma e papa', quelle dei "fratelli maggiori", forse pure, ma sono molti di piu' quelli che si auto-finanziano col lavoro. Ma Ponte Milvio non e' solo questo, ora viene la parte bella, quella che mi piace di piu', quella che mi fa sognare.. Il ponte ormai e' diventato una tappa obbligatoria per gli innamorati romani, altro che Gianicolo o Zodiaco!! Come funziona la cosa? Dovete sapere che sul ponte uno dei lampioni (esattamente il terzo lampione verso Corso Francia) ormai e' conosciuto da tutti come il "lampione dell'amore". No, non e' una "Muccinata", e' una cosa vera credetemi. Io ci credo! In effetti quesa usanza e' raccontata nel libro "Ho voglia di te" di Federico Moccia, ma esiste da molto prima, da quanto mi hanno detto comunque e' nata a Firenze su Ponte Vecchio.. Ma come funziona? Ci si reca con il proprio amore portandosi un lucchetto con due chiavi: sul lucchetto si scrivono i propri nomi e si chiude su una catena messa sul palo, giurandosi il proprio amore. A quel punto si gettano le chiavi nel Tevere, che custodira' gelosamente il patto impedendo a chiunque di infrangerlo, aprendo il lucchetto..
"Esiste quella catena? Forse sì... February 17 Sciare..
Sciare: l'unica cosa per cui veramente vale la pensa svegliarsi la mattina presto!! Ecco cosa penso..
Oggi sono stato ad Ovindoli ed ho volato.. Una giornata stupenda, piena di sole, con una neve eccezionale, la POWDERS.. Che meraviglia! Che meraviglia quando arrivi, parcheggi velocemente, anche lontanissimo e gia' non stai piu' nella pelle.. Ti guardi in giro, vedi tutto bianco, vedi le conifere, gli abeti completamente coperti di neve che creano quei paesaggi lunari fantastici.. Vai alla cassa, gli dai il tuo fido swatch snow-pass e ti ci caricano lo spkipass sopra, e poi clack clack, scarponi ben stretti (ma non ancora del tutto, non e' ancora il momento) trak trak, sci agganciati e biiip, un veloce passaggio dello swatch e davanti a te cancelli aperti.. Ecco, ci siamo mi dicevo, votre voyage commence mi ripetevo.. E sono in seggiovia, sotto di me le piste che scorrono, la gente che si diverte, le comitive, i maestri di sci con i bambini dietro di loro in fila indiana.. Subito dopo la telecabina che ha appena aperto, si, perche' la prima discesa e' sempre la piu' bella, e' sempre quella speciale, con la neve ancora perfetta con i solchi appena lasciati dai gatti della neve che l'hanno appena prepatata per me! E allora su, ed ogni tatatatatatatatatata quando passi sotto i piloni ti carica, ti riempie di gioia... Che meraviglia! Ci siamo! Siamo in cima! "Ci siamo tutti?" Si, ci siamo tutti, pronti, felici, contenti, eccitati.. E' un momento speciale, che assaporo fino in fondo.. Il sole sul viso che mi scalda le guance, quell'aria fredda, secca, che sento come se mi tagliasse il viso, quei rumori un po' attufati dalla neve che sento provenire da dietro, quell'odore stupendo, di neve misto a quello degli abeti, completamente coperti di neve.. Eppoi lei, la pista, maestosa, splendida, magica, li', davanti a me, ancora vergine, coperta di quella neve fantastica e finissima caduta fino a ieri.. Per me! Che meraviglia! Sono dentro un incantesimo, sono stato proiettato in un mondo fantastico ed ideale, come vorrei poter fermare il tempo e vivere questo attimo per sempre! Non ho il coraggio di partire, di rovinare questo momento, ma vedo gli altri che cominciano a muoversi. No! Io DEVO essere il primo! Quella neve fantastica e' li' per me e mi sta chiamando, dolcemente.. Mi sento rinascere, sento il mio cuore che scoppia di gioia ed eccomi li', muovermi dapprima leggero, con rispetto, accarezzare con i miei sci la pista, rispettandola, per non rovinarla, per non farle del male.. Non capisco se sono sulla terra o se sono morto e sono in paradiso, in mezzo alle nuvole.. E quel rumore dolce dei miei sci ad ogni curva mi culla, sono gli angeli che cantano.. Sono vivo, mi dico, sono VIVO urlo!! Vivo come non mai! E' quando scio che apprezzo la vita, quelle sensazioni, quei momenti.. Non trovo piu' le parole per descriverli.. Gli altri sono dietro di me, ma non li sento piu'. Io sono su un'altro pianeta, o forse sono veramente in paradiso. Sono in mezzo alle nuvole e sto volando. Sono morto, non me ne sono neppure accorto e non me ne frega niente. IO VOGLIO MORIRE COSI'!! |
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